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Alessandro Marzocchi

4 anni fa

(all'origine pubblicato giovedi 12 luglio 2018 H 00:00:00)
Sintesi telegrafica dell'incontro: per sperare in risultati migliori nel turismo servono più dati e più collaborazione fra Comuni, operatori e Regione.
Per me è stato ottimo l'incontro organizzato da Regione Toscana, ANCI Toscana, Comune di Castiglione della Pescaia e molti altri, perchè ricorda che anche il turismo ha bisogno dei cosiddetti big data e di qualche competenza gestionale.
Nonostante il titolo (#DestinazioneCosta le officine di identità) non aiuti a capire.
Ed anche i soggetti coinvolti sembrano troppi: Regione Toscana, ANCI Toscana, POR-CreO (Programma Operativo Regionale Crescita e Occupazione), Toscana Promozione Turistica, Fondazione Sistema Toscana, IRPET, CNR-IBIMET, Centro Studi Turistici, 8 soggetti ... quasi una squadra di calcio.
Ma anche l'ottimo può essere migliorato e per questo, parafrasando il Manifesto del partito comunista di Marx ed Engels, mi è venuta in mente l'immagine di uno spettro che si aggirava per i molti gruppi di lavoro: lo spettro del turista.
Interrogato attraverso i dati - ripeto: ottima cosa - ma assente, non esiste un sindacato turisti (nessuno lo vuole, grazie al cielo) ma non mancano mezzi per conoscere i suoi punti di vista anche in modo diretto, micrometrico, continuo.
Ed ha un bel dire la norma regionale (n° 86/2016, Testo unico del sistema turistico regionale, art 8.1) che definisce l'Osservatorio turistico di destinazione come attività di confronto e misurazione in merito ai fenomeni collegati al turismo svolta esclusivamente a livello di singolo ambito territoriale e orientata alla valutazione, in modo continuativo, della sostenibilità e competitività delle attività di accoglienza territoriale, in un'ottica di dialogo sociale.
Non c'erano altre parole? Più semplici e vicine a quelle di tutti i giorni?
Lavoro ed intenzioni ottime - ripeto con convinzione - ma con un'ottica dirigistica che scende dall'alto verso il basso (i tecnici la chiamano progettazione top down) col rischio di arrivare in ritardo e soprattutto di non prestare giusta attenzione a cosa vuole il turista.
Eppure ho ascoltato buoni interventi e propositi che condivido.
Sarebbero molto utili più dati, all'appello mancano molti dati sugli affitti brevi dei privati, mi chiederei perchè: troppa fiscalità? Troppa normativa?
Giustissimamente si è ricordata l'identità di un territorio: più esso attira e più turisti arrivano e con essi l'identità si annacqua.
Ad un territorio, quanto costa attrarre, accogliere, ospitare un turista? Bisogna cominciare a porsi queste domande ed all'incontro ho sentito per la prima volta una parola: overtourism (troppi turisti: pericolo da evitare?).
Su questo piano si ripropone una domanda: più turisti OPPURE stagione più lunga? (è la domanda che aveva fatto Filippo Conti ed aveva raccolto Cristiana Curti).

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